Il terremoto e il ponte sullo stretto

Per impegni inderogabili oggi il capo del governo ha fatto una dichiarazione stupefacente ma non inaspettata: Ricostruiremo L’Abruzzo ma comunque questa spesa non ci impedirà di fare il Ponte sullo Stretto!”

Gli impegni inderogabili sono quelli presi a suo tempo con la Mafia & Drangheta S.P.A.

Con quelli non si scherza e probabilmente, perchè è stato richiamato all’ordine dall’ Onorata società,

Berlusconi, nel momento meno opportuno, si è affrettato a tranquillizzarli.

Altrimenti non sarebbe comprensibile una dichiarazione così in un momento come questo.

Servono massicci investimenti, la pecunia scarseggia, giungono appelli da tutte le parti per inviare soldi e lui candidamente ci fa sapere che i 4,7 miliardi di € destinati al ponte non saranno nemmeno scalfiti.

La cosa che mi preoccupa di più è proprio la dichiarazione resa. Questo sta a significare che le mafie HANNO PRETESO un annuncio pubblico e perciò penso che il cagone sia imprigionato mani e piedi.

Nessun ripensamento nessun dubbio, poco importa che la Impregilo, capofila della cordata che ha l’appalto per il ponte, oggi sia sotto accusa per i numerosi appalti pubblici ottenuti in Abruzzo, i quali si sono distinti, purtroppo per la cattiva qualità dei materiali impiegati.

Probabilmente non passerà molto tempo che qualche procura del posto darà inizio a qualche indagine a carico proprio di questa società. E noi, per ringraziamento gli daremo i miliardi per il ponte nella zona più sismica d’ Italia.

Se non è schifezza questa ciò vuol dire che la schifezza non esiste!

Il terremoto e il ponte sullo strettoultima modifica: 2009-04-10T20:45:22+02:00da briccone1942
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2 pensieri su “Il terremoto e il ponte sullo stretto

  1. Il ponte tra isola e penisola e’ stato fatto, e’ consolidato, fai la conta di quanti parlamentari sicialiani processati e con sentenze passate in giudicato siedono tra gli scranni, quanti sono quelli collusi e quanti quelli con processi in corso.

    Il ponte fisico non vedra’ mai la luce, ci saranno crolli a catena, i due territori sono friabili e solo uno spostato puo’ pensare di continuare su questo tema, servira’, come dici e come dicono da piu’ parti a far arricchire i gia’ ricchi azionisti di societa’ che in altri paesi avrebbero messo al rogo (ogni riferimento alla Impregilo e alla Calcestruzzi e’ squisitamente voluta).

    Frequento tre siti fissi, lo sto indicando a tutti.

    http://www.guidasicilia.it/do/new/33087/ per-parlamentari-siciliani-l’ARS-meglio-di-un-padre

    Dacci un’occhiata e dimmi se non sono pronti a stringere patti anche col padre fondatore della mafia pur di entrare in politica, tanto, quello che depenalizza ogni reato li riguardi lo hanno.
    Ogni componente del parlamento siciliano guadagna 30 mila euro al mese, se fai tanto per contestare trovi leccapiedi di parte che attaccano a testa bassa, mica il semplice, no, quello scolarizzato, quello che dovrebbe vomitare sulla ARS parte attaccando a testa bassa.
    Mi auguro che il giorno della posa della prima pietra, una tromba marina si alzi tra Scilla e Cariddi inghiottendoli per sempre.
    Accidenti, non mi era mai capitato di fare tanti pensieri umanitari come in questa settimana.
    Ciao Briccone
    Tina Campolo

  2. @ Tina …
    il ponte sarà cosa mia.. cosa tua ..cosa nostra.

    Da messinese, dico che il ponte per me non è un problema reale. Reali sono i problemi che riguardano i collegamenti tra Calabria e Sicilia: se le navi funzionassero regolarmente sia quelle gestite da privati che dalle ferrovie senza il monopolio esistente da parte dei primi e la palese dismissione da parte dei secondi; reali sono i problemi che riguardano i collegamenti fra le varie parti della Sicilia: non esistono ancora in molte zone linee di raddoppio ferroviario: faccio prima ad arrivare ad Aosta che ad Agrigento.

    Come faccio a non essere in disaccordo sul Ponte? Dubbi sul costruendo ne coltivo più di uno: dallo stato di dissesto idrogeologico in cui verseranno le aree che dovrebbero fare da spalla al ponte ai problemi di natura sismica; è altamente diseducativo per tutto quello che riguarda i rapporti uomo-natura, è eticamente riprovevole e politicamente fariseo, difende interessi di corporazione e offre dubbi benefici rispetto agli elevatissimi costi.
    E tutti questi dubbi non derivano per Berlusconi che lo ripropone, -obiettivamente hanno fatto tutti, da Craxi a Rutelli dal governo d’Alema al ministro Visco, a Nesi i-, ma solo da buon senso.
    La storia ci insegna che quando l’uomo sfida la natura –invece di tentare una convivenza armonica– ci rimette sempre.
    Non sono d’accordo dinanzi a quella che sembra sempre di più un’inutile e male indirizzata opera dimostrativa, sotto qualsiasi latitudine politica la si osservi. I dubbi di natura tecnica e scientifica sono tanti, sembra voler essere solo un’opera meramente dimostrativa, e, soprattutto, non ci sono evidenti benefici di tempo e vantaggi di traffico e, anzi, si stornano risorse utili altrove.

    Da messinese continuo a chiedermi: ma, allora, a cosa e a chi serve il ponte sullo stretto di Messina ?

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