Campanella e la raddrizzata

 

Campanella e la macchina raddrizza gambe

 

Campanella era un portuale che non era stato dotato da madre natura di un bel fisico. Piuttosto basso di statura, molto tozzo e il difetto principale era dovuto alle gambe ,tanto arcuate da fare invidia ad un fantino.

Queste cose costituivano per lui un vero e proprio complesso e sarebbe stato disposto a fare qualsiasi cosa per risolverlo. Questo suo difetto lo esponeva alle prese in giro dei suoi compagni di lavoro. I quali, un giorno , si misero d’accordo e architettarono uno scherzo piuttosto crudele.

Iniziarono parlando tra di loro dei miracoli che il professor Seghini,primario di ortopedia dell’ospedale, era riuscito a realizzare con pazienti che avevano avuto appunto in seguito a gravi incidenti dei problemi alle gambe .Uno di loro sosteneva di aver visto con i suoi occhi il miglioramento che aveva avuto il vicino di letto di suo suocero.

Questi era un muratore che caduto  da una impalcatura dall’altezza di nove metri e picchiando con i piedi a terra si era insaccato accorciandosi terribilmente.Ebbene ,in poche sedute il malcapitato aveva completamente recuperato la lunghezza delle sue gambe. Siccome il nostro amico era molto curioso, aveva fatto tanto che era riuscito a convincere il caposala a mostrargli di nascosto la sala ,dove il professore operava e dichiarava la sua delusione quando aveva visto che tutto il macchinario consisteva praticamente in una morsa da legno simile a quelle che noi avevamo in falegnameria.

Quando ,ad arte, qualcuno riportò la notizia a Campanella lui non esitò un momento, rintracciò il testimone di questa terapia e dopo essersi fatto spiegare bene voleva a tutti i costi che questi la provasse con lui utilizzando appunto la morsa della falegnameria.

Naturalmente in un primo tempo il nostro novello ortopedico si rifiutò categoricamente ,poi, dopo  una melina che durò giorni e giorni, manlevandosi da ogni responsabilità, testimoniata da un folto gruppo di portuali ,cedette alle insistenze di Campanella e acconsentì.

Si diedero appuntamento in falegnameria per il tardo pomeriggio,caso strano il locale quella sera era piuttosto affollato .Il novello ortopedico fece sdraiare il paziente sul bancone e lo avvertì che l’operazione non era del tutto indolore, ma gli disse che se il dolore fosse stato troppo forte a sua richiesta avrebbe smesso immediatamente .

Ebbe inizio l’intervento, girando lentamente la leva che faceva chiudere la morsa “L’ortopedico” si premurava di sapere se Campanella stava bene, davanti alle risposte rassicuranti del paziente continuò a stringere.

Tanta era la sofferenza, ma più forte era la voglia e la speranza di riuscire a risolvere quel difetto fisico che lo angustiava da una vita,  che dalle sue labbra non usciva un lamento.Quando poi ,sentì dire dai presenti che la terapia funzionava e che le gambe effettivamente si stavano raddrizzando strinse ancora di più i denti finchè, arrivato ad un certo punto, con un urlo disumano chiese che fosse messa la parola fine a quella che era diventata una vera e propria tortura.

E’ superfluo dire che a quella prima seduta di cura non ne seguirono altre malgrado che, secondo parecchi testimoni, le gambe di Campanella erano diventate più lunghe e più dritte.

Campanella e la raddrizzataultima modifica: 2008-09-28T11:20:25+02:00da briccone1942
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